Parco Nazionale Asinara

Isola del Mediterraneo che chiude a nord-ovest l'ampio golfo omonimo sulla costa settentrionale della Sardegna. Di forma allungata ed irregolare, con coste assai frastagliate, con vegetazione a macchia. Il Parco è visitabile tutto l'anno, mediante imbarcazioni che salpano dai porti di Stintino e Porto Torres.

Asinara tra storia e leggenda.

La Punta della Scomunica (alta ben 408m), cosi' nominata in seguito ad un esorcismo praticato da un sacerdote sassarese in occasione di una terribile invasione di cavallette.

Determinare la storia di quest'incantevole isola appare un impresa assai difficile in quanto ben pochi sono i resti rinvenuti. Infatti, per quanto concerne l'era preistorica abbiamo due sole testimonianze: un bronzetto Bue Sante ( custodito nel Museo Storico Nazionale di Sassari) ed una grotta scavata a nord di Campu Pedru, costituita da quattro celle disposte a croce con le pareti divisorie quasi completamente scomparse, alte non più di m 1,50 ed il vano di disimpegno centrale. Si suppone fosse stato il rifugio del Santo Proto in occasione del suo esilio, voluto da Re Barbaro.  

I romani che vi abitarono la denominarono Sinuaria, per le sue numerose insenature. Essi coltivarono frutti e cereali, fecero prosperare il proprio bestiame e tennero sempre stretti contatti con la vicina colonia di Turris Lybisonis. Le uniche testimonianze connesse all'epoca romana sono i vari reperti rinvenuti nei fondali marini (anfore, suppellettili ed ancore), a conferma di un vasto traffico marittimo.  

Nel 429 d.C. a causa delle invasioni barbariche anche l' isola dell' Asinara conobbe lo stesso periodo di decadenza delle regioni romano-imperiali. 

L' Asinara si riallaccia con la nascita della città di Sassari. In un antico documento storico si legge che, nel 412, due navi attraccarono nell'isola e la città di Torres accertò che esse trasportavano 114 famiglie, d'elevato ceto sociale, di profughi dalla Tartaria, altro non chiedevano che una terra ove stabilirsi. Il consiglio dei torresi concesse loro alcune zone dell'entroterra, dove iniziarono a costruire capanne e strade, fondando dapprima la città di Sorso e poi quella di Sassari.
La Sardegna fu sottratta dall' impero Bizantino dal Re Sardo Gialeto nel VIII sec., e costituita in 4 giudicati, l'isola dell' Asinara con l' isola Piana furono assegnate al giudicato di Torres. Nel IX e X sec. le Republiche italiane si interessarono delle sorti dell'isola, ormai soprafatta dalle incursioni arabe, che indussero gli abitanti ad abbandonare le coste, intervenendo militarmente con esito positivo.
In seguito gli unici a portar beneficio all'isola, ormai decaduta, furono i monaci Camaldonesi, provenienti dall'Abazia pisana di S.Michele in Borgo. Essi eressero un modesto cenobio in pietra granita dedicandolo a S.Andrea. Si suppone che tale costruzione costituì un incentivo per il ripopolamento dopo la lunga diserzione dovuta alle incursioni barbariche. Nel XIII e XIV sec. le lotte dei Genovesi, rapresentati dalla famiglia Doria, contro i Pisani segno' un nuovo status per l'Isola. Essa, infatti, entro' in possesso di alcuni membri della famiglia genovese nel 1237, ma tale dominio cessò temporaneamente nel 1282 col subentro dei pisani. Nello stesso anno la vittoria di Genova a Maloria e la pace con Pisa, spinse i membri della famiglia Doria a chiedere la restituzione di tutta o quasi l'isola. Il comune di Genova riconobbe gli antichi possessi a condizione che non venissero edificati castelli, e che lasciassero liberi il porto di Torres e dell' Asinara.
Antagonisti degli aragonesi nel 1331 i Doria persero le loro terre, compresa l'isola.
In seguito, a causa di un malinteso il feudatario Gualando de Matteo ne entrò in possesso dal Re Alfonso d'Aragona che, accortosi dell' errore, assegnò l'Asinara alla città di Sassari che, del tutto incurante permise ai genovesi, pisani e sopratutto ai pirati di spadroneggiarvi per lungo tempo. Tanto che, nel XVI sec., Filippo II e Filippo d' Aragona fecero costruire, lungo la costa, delle strutture ben fortificate: nel 1590 il Castellaccio; nel 1609-1611 le Torri di Cala D'Arena e del Trabuccato (detta anche di S.Marina). Oltre alla difesa, servivano per evitare il contrabbando, controllare le navi per impedire il contagio di pestilenze e sopratutto protteggere i traffici dei coralli, lane e cuoi. Nel 1775 Vittorio Amedeo III concedeva l'isola al marchese di Montemaggiore Don Antonio Manca Amat, col titolo di duca. L' attivita' delle tonnare costituiva l'elemento principale da cui trarre maggior proffitto.

Aboliti i feudi, l'Asinara tornò ad essere regno di pastori e pescatori, ma nel 1885 furono costretti a trasferirsi nel piccolo borgo di Stintino, in seguito all' espropriazione da parte dello stato, al fine di istituire una Stazione Sanitaria Internazionale ed una colonia agricola penale.
Durante la guerra 1915-1918 il concentramento di prigionia serba avvenne a Piano degli Stretti, a Pianu Campu Pedru e a Piano Tumbarino. Nel 1936, nei pressi di Campu Pedru fu innalzato l'Ossario, ove giaciono i resti di oltre cinquemila prigionieri austro-ungarici deceduti per colera, esumati dai diversi cimiteri le cui ossa vennero pietosamente raccolte in tanti scomparti in vetro.
Mentre le salme dei soldati italiani, anch'essi colpiti dall'epidemia, vennero sistemate nel cimitero di Campo Faro, detto "cimitero italiano". Oggi il cimitero, fa intravvedere la statua del Redentore e, ai piedi, una lastra di marmo contenente i nomi dei nostri ufficiali e soldati che vi vennero sepolti.

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